Tag Archivio per: Phishing

On May 18, 2026, the criminal marketplace B1ack’s Stash published a new archive containing millions of compromised payment cards on a well-known underground forum. The release had an explicitly promotional purpose: driving traffic to the illegal market, reinforcing its reputation within the carding ecosystem, and, according to the threat actor’s own narrative, punishing sellers accused of reselling the same cards elsewhere.

In the announcement, the threat actor claimed to have “suspended” almost 8 million CVV2 cards and made them available for free in the marketplace’s freebies section. The download link, distributed through Exploit.in’s Send platform, was limited to 1,000 downloads or 30 days.

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Il Threat Intelligence Team di D3Lab, grazie al servizio di Brand Monitor ha intercettato un pericoloso clone malevolo che punta a truffare i cittadini proponendosi come la Caritas Italiana. Nel panorama del cybercrime, si tratta di una delle tattiche più spregevoli: lo sciacallaggio digitale, ovvero lo sfruttamento della fiducia riposta in istituzioni caritatevoli per colpire le fasce più vulnerabili della popolazione.

La Caritas Italiana è l’organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che promuove la testimonianza della carità, sostenendo e coordinando oltre 200 Caritas diocesane. Si dedica ad aiutare i poveri e gli emarginati, promuovere il volontariato, sensibilizzare la comunità sui bisogni sociali e intervenire in emergenze nazionali e internazionale.

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Negli ultimi giorni i Threat Intelligence Team di D3Lab hanno rilevato diverse campagne di phishing che sfruttano illecitamente il brand EasyPark, nota applicazione per il pagamento e la gestione della sosta tramite smartphone, disponibile in oltre 20 Paesi.

Le campagne non colpiscono l’infrastruttura del servizio, ma utilizzano il marchio EasyPark per truffare gli utenti, inducendoli a fornire dati di pagamento e informazioni personali sensibili.

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Negli ultimi mesi si sta diffondendo in Italia una campagna di phishing che sfrutta un meccanismo tanto semplice quanto efficace: la fiducia tra contatti WhatsApp. Il messaggio è apparentemente innocuo e chiede di votare per la figlia o la nipote di un amico impegnata in un concorso di danza. In realtà, l’obiettivo non è raccogliere voti, ma ottenere accesso completo all’account della vittima.

Il fenomeno è stato segnalato dalla Polizia di Stato e dal Commissariato di PS Online, con una diffusione nazionale documentata anche da diverse testate giornalistiche. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una campagna strutturata che sfrutta dinamiche di propagazione virale basate sulla rete di relazioni personali.

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In February 2026, the D3Lab Anti‑Fraud Team analyzed a phishing kit that embedded a JavaScript file named ss1.js. The script, branded SafeBrowsingBlocker, attempts to prevent Google Safe Browsing checks by blocking network requests to Google Safe Browsing domains and disabling browser prefetching/prerendering mechanisms.

Our technical analysis shows that this approach is largely ineffective against browser‑level Safe Browsing interstitials, which are decided before any page JavaScript executes. The script’s primary effect is limited to blocking page‑initiated requests (e.g., fetch, XHR, sendBeacon) and adding a restrictive CSP that can break legitimate resources.

This post details how the script works, why it cannot bypass Safe Browsing, and provides IoCs for detection.

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Negli ultimi giorni il Cyber Threat Intelligence Team di D3Lab ha rilevato una forte ondata di phishing ai danni di Fineco Bank. I cyber – criminali stanno inviando un ingente numero di email scritte in un italiano corretto, utilizzando il logo e un tono formale, con l’obiettivo di rubare le credenziali di accesso ai conti correnti delle vittime.

Durante l’anno Fineco non è stata particolarmente presa di mira dai criminali, rimandando nella media degli scorsi 5 anni, durante i quali non si è erano mai superate le 5 campagne di phishing al mese. Questi attacchi erano solitamente isolati e distinguibili per l’uso di url di attacco sempre diversi.

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During a recent investigation, we obtained access to a multi-package archive containing the complete development toolkit behind the Android malware known as BTMOB RAT. The archive includes the Android payload source code, its dropper, a builder environment, the operator panel for Windows, the command-and-control backend, and all the software dependencies required to deploy the full platform.

Every component is stored inside password-protected ZIP files. While ZIP file headers remain readable without a password, allowing us to inspect the file tree, their binary contents cannot be extracted. We intentionally chose not to acquire or circumvent the passwords, avoiding any action that may financially support or operationally benefit a criminal actor.

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A distanza di pochi giorni dalla precedente campagna che imitava comunicazioni di Poste Italiane e invitava gli utenti a contattare il numero 0686356057, i criminali tornano a colpire sfruttando esattamente lo stesso recapito telefonico. Cambia però il pretesto: questa volta l’email finge di provenire da Google e segnala una sospetta “nuova registrazione del dispositivo” sull’account Gmail della vittima.

Il contenuto dell’email

Il messaggio, costruito con uno stile che richiama i report tecnici generati automaticamente da sistemi CRM, include una serie di dati apparentemente plausibili come il modello del dispositivo, la versione di iOS, l’IMEI e la geolocalizzazione dell’indirizzo IP. Gli attori della minaccia sfruttano queste informazioni per generare un senso di urgenza e convincere l’utente a contattare immediatamente il numero indicato. È lo stesso impianto psicologico osservato nella precedente campagna: nessun link malevolo, nessun allegato, soltanto un invito a telefonare a un numero gestito dal gruppo criminale.

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Email Phishing Poste Italiane con Numero di Telefono

Negli ultimi giorni il Cyber Threat Intelligece Team di D3Lab ha rilevato una nuova campagna di phishing rivolta agli utenti di Poste Italiane che si distingue per una caratteristica insolita: l’assenza totale di link all’interno dell’email. Il messaggio invita invece il destinatario a contattare un numero telefonico italiano per verificare la propria identità, una tecnica che unisce elementi tipici del phishing e del vishing e rende la frode particolarmente difficile da intercettare dai sistemi automatici di protezione.

Il contenuto dell’email

L’email si presenta come un avviso di sicurezza e riporta un presunto tentativo di accesso anomalo da un indirizzo IP estero, indicato come proveniente da Hong Kong. Per rassicurare il destinatario e convincerlo ad agire con urgenza, il messaggio sostiene che alcune funzionalità dell’account siano state temporaneamente limitate a scopo precauzionale. Viene quindi richiesto di chiamare il numero 06 8635 6057 per confermare la propria identità e ripristinare l’accesso.

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