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Negli ultimi anni si è assistito alla diversificazione dei servizi erogati da istituti bancari, compagnie telefoniche, gestori pagamenti che, nati svolgendo attività in uno specifico ramo di mercato (finanza, telefonia, ecc..), si sono successivamente proposti come erogatori di servizi a tutto tondo.

In tale scenario Telepass non ha fatto eccezione: nata come società dedicata al pagamento dei pedaggi autostradali è stata in breve in grado di offrire servizi diversi di supporto alla mobilità, dal pagamento delle soste, all’ingresso nelle ZTL, alle assicurazioni.

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In D3Lab crediamo che ogni servizio, erogato da qualsiasi società, che richieda un login e renda plausibile la richiesta di dati personali e finanziari possa risultare di interesse per i criminali. Non solo furti di identità, abuso di carte di credito, ma anche abuso account compromessi su servizi di vendita dedicati ai privati, locazione e vendita case e alloggi, così come sistemazione vacanze.

In questo panorama anche i corrieri, i servizi di consegna merci, possono attrarre l’attenzione dei criminali. In questo articolo ci occuperemo dell’impennata di campagne di phishing registrate dal nostro team anti frode a danno di GLS Italia nell’arco degli ultimi mesi.

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Un altro anno volge al termine e, come di consueto, il nucleo anti frode del D3Lab si appresta a fare un bilancio per esaminare l’andamento del phishing (e non solo) nel contesto italiano e le sue evoluzioni.

Iniziamo a smontare alcuni luoghi comuni, come ad esempio:

  • “Io non ci cascherò mai”
  • “Solo le persone anziane o quelle che non sono esperte di tecnologia vengono ingannate.”
  • “Solo gli stupidi ci cascano (io sono più furbo).”

Nella nostra esperienza quotidiana in D3Lab, abbiamo avuto modo di analizzare a fondo queste affermazioni e possiamo dire con certezza che non corrispondono alla realtà. Ne sono prova il numero sempre crescente di vittime che tale fenomeno registra giornalmente, come evidenziato dai dati riportati di seguito, relativi a carte di credito, username utilizzati per l’accesso all’home banking e indirizzi email sottratti dai criminali.

Iniziamo facendo un confronto negli anni.

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Nella giornata odierna il team anti-frode D3Lab ha rilevato la prima campagna di phishing ai danni di ho. Mobile, marchio commerciale di Vodafone Enabler Italia S.r.l., società di Vodafone Italia SpA.

L’identificazione è avvenuta partendo dall’analisi di una campagna di phishing a danno di altro operatore telefonico, evidenziando l’attività per “settore” messa in atto dai cirminali.

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Il Threat Intelligence Team di D3Lab, nelle sue quotidiane attività di analisi e contrasto alle frodi online ha rilevato la diffusione di una campagna di phishing multibanca ai danni rispettivamente di Banco Popolare di Milano BPM, Illimity Bank e Bunq.

Banco BPM S.p.A. è un gruppo bancario italiano di origine cooperativa, presente in tutta Italia con l’eccezione dell’Alto Adige caratterizzato da un forte radicamento locale, in particolar modo in Lombardia (dove è il maggiore operatore con una quota del 15%), in Veneto ed in Piemonte.

Illimity Bank S.p.A è la banca di nuova generazione, senza vincoli, nata dalla fusione tra SPAXAS e Banca Interprovinciale SPA, è quotata anche in Borsa e fornisce credito ad imprese ad alto potenziale.

Bunq B.V. è un’azienda fintech con una licenza di operatore bancario europea. Offre servizi bancari sia ai residenti che alle imprese dei paesi europei attraverso un modello di abbonamento al servizio.

I Kit di phishing in questione sono molto simili e funzionano allo stesso modo. In particolare siamo partiti analizzando quello ai danni di Illimity Bank.

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Recentemente una delle persone che segue sui social l’attività di D3Lab ci ha segnalato una serie di annunci pubblicitari malevoli propostogli da Facebook e coinvolgenti, suo malgrado, La Sportiva, famoso brand dell’abbigliamento e dell’equipaggiamento per l’alpinismo e le attività outdoor in montagna.

Il nostro team di analisti si è quindi dedicato a esaminare il fenomeno rilevando un proliferare di pagine false su Facebook create ex novo

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Nella giornata di lunedì 2 agosto, il team di analisti D3Lab ha individuato un forum underground nel deep web in cui veniva condiviso gratuitamente un file contenente un milione di record relativi a titolari di carta di credito.

Ogni record contiene i seguenti dati:

[Dati_carta: Numero_CC Scadenza CVV] Nome_Cognome_Titolare [residenza: Stato Città Indirizzo CAP]

Un esame in base allo stato di residenza ha portato ad individuare circa 30.000 carte intestate a soggetti residenti in Italia.

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Phishing ai danni di N26L’introduzione della nuova direttiva europea sui servizi di pagamento digitali, nota con la sigla PSD2, è un veicolo di attacco molto importante per i Phisher! Infatti abbiamo già rilevato diverse campagne di Phishing ai danni di Poste Italiane o Intesa San Paolo che falsificano una comunicazione informativa dell’istituto bancario per carpire informazioni sensibili degli utenti.

Ma è anche un veicolo per colpire nuovi enti che fino ad ora non avevano mai ricevuto, almeno in Italia, attacchi di Phishing! Infatti in soli tre giorni abbiamo rilevato dodici distinte campagne di phishing ai danni di N26 GmbH in lingua Italiana.

L’attacco è veicolato inizialmente tramite una eMail priva di errori grammaticali, caratteristica comune di tante altre comunicazioni di phishing, ed inoltre presenta un layout analogo alle comunicazioni ufficiali ben realizzato.

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Usualmente siamo soliti pensare al phishing come ad una minaccia che colpisce principalmente gli utenti del web nella loro posizione di clienti di un servizio, sia esso bancario, di cloud, ecc…

Ma questo è vero solo in parte, o meglio rappresenta solo uno dei possibili aspetti della vicenda, perché il phishing pur partendo da un attacco finalizzato a colpire un servizio ad uso personale, privato, può facilmente impattare sulla struttura aziendale.

Possiamo quindi esaminare due scenari.

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Vasta rete di commercio illecito di Carte di Credito

Mercoledì 7 febbraio 2018 è emersa la notizia dell’avvenuta operazione internazionale di polizia denominata “Infraud“, operazione che ha portato alla scoperta di un grosso traffico illecito di carte di credito fruttando ingenti somme di denaro all’organizzazione criminale che da anni opera in questo specifico settore.

Le operazioni, come riportato da justice.gov, sono iniziate nel corso del 2010 e tra i soggetti sottoposti nei giorni scorsi agli arresti per aver preso parte attivamente all’organizzazione criminale, vi è un italiano conosciuto con lo pseudonimo di “Dannylogort“.

Si è ipotizzato, e indagini interne a D3Lab lo hanno confermato, che l’illecito abbia coinvolto anche carte di credito afferenti ad istituti bancari italiani.

La rete di commercio

Costo delle carte varia da un minimo di 80$ per 24 carte ad un massimo di 9500$ per 3670 carte

La rete di commercio mostrata in figura rappresenta solo una parte dei 977 domini individuati dal team di ricerca D3Lab, tutti ospitati sul medesimo server e registrati utilizzando 12 domini di primo livello, di cui:

  • 75 domini .biz
  • 13 domini .cc
  • 1 domini .club
  • 328 domini .com
  • 6 domini .info
  • 4 domini .me
  • 16 domini .name
  • 37 domini .net
  • 13 domini .org
  • 76 domini .ru
  • 386 domini .su
  • 22 domini .top
  • 1 dominio .onion

L’operazione è stata denominata “Infraud” per via dello slogan “In Fraud We Trust” adottato dall’organizzazione criminale, ma indagini interne evidenziano un collegamento diretto tra il termine “infraud” e specifici forum registrati con nome dominio “infraud.*” orientati al mercato nero delle carte di credito.

Da analisi svolte nell’ambito del traffico illecito delle carte di credito, il team di ricerca D3Lab ha rilevato evidenze che documentano ancora oggi la presenza e, plausibilmente, l’attività online dei forum individuati, mentre il forum “libertyreserve.com” indicato dai media come covo dei criminali risulta attualmente sottoposto a sequestro.

Istituti italiani coinvolti

Ulteriori analisi hanno evidenziato tracce a partire dal 2011 e 2012 di compravendita di carte afferenti istituti bancari italiani. Al momento ne sono stati individuati 8 tra istituti bancari e finanziari:

Di seguito la lista degli Istituti interessati:

  1. Unicredit banca roma bussiness
  2. Omissis
  3. Banca Nazionale del Lavoro
  4. Deutche bank milan
  5. Cartasi Spa
  6. ICCREA Banca Spa
  7. Banca Intesa Spa
  8. Key Client Cards & Solution Spa

Come si evince dagli screenshot, ad occuparsi della compravendita di carte italiane era proprio il napoletano “Danny Logort” molto attivo su diversi forum di settore. In particolare, sono state rilevate conversazioni nei forum dedicati tra quest’ultimo e utenti stranieri interessati all’acquisto di carte italiane. Nella conversazione “Danny Logort” faceva da garante per conto di un fornitore esterno, e forniva come referenza il fatto che questi lavorasse presso un hotel cinque stelle italiano, lasciando così intendere che l’acquisizione delle carte “fresche” avvenisse direttamente nel luogo di lavoro.

Si presume, dall’analisi delle fonti consultate nel deep web, che l’acquisizione delle carte poste in commercio avvenisse tramite l’utilizzo di dispositivi elettronici meglio noti come “skimmer” e non da attività di phishing o di hacking volto alla compromissione di siti web di transazioni o commercio online.

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