Phishing Klarna: crescita vertiginosa
Nella giornata odierna il team anti frode D3lab ha rilevato la 132a campagna di phishing del 2026 rivolta agli utilizzatori di Klarna.

Klarna è una società svedese che si occupa di microcredito, permettendo agli utenti di rateizzare anche pagamenti di importo medio/basso, come ad esempio la spesa alimentare.
D3lab ha rilevato le prime campagne di phishing in lingua italiana a danno di Klarna il novembre scorso, con complessivamente sette campagne nel 2025.

Nell’anno in corso il fenomeno ha avuto una vertiginosa impennata, con una crescita più rapida a partire da Aprile.

Il pattern classico vede i criminali veicolare le frodi attraverso email di phishing incorporanti link ipertestuali, spesso basati su servizi di short url, aventi la funzione di redirect verso le pagine web fraudolente. I team operanti in ambito italiano non stanno facendo uso di domini creati ad hoc, come avviene invece per molti dei target bancari.

Il brand Klarna compare invece spesso nel nome delle directory in cui le pagine fraudolente sono posizionate.
Le pagine clone mirano alla cattura dei dati di accesso all’account Klarna, presumibilmente per poterne abusare indiscriminatamente addebitando su di esso gli acquisti realizzati dai criminali.
La procedura strutturata dai criminali guida, attraverso diverse pagine web fraudolente, l’utente nell’inserimento dello userId, indirizzo email o numero di telefono, e nella comunicazione del token OTP ricevuto sul medesimo canale.




Il comportamento osservato durante l’analisi suggerisce che alcune fasi della campagna di phishing possano essere gestite manualmente e in tempo reale da un operatore. Dopo l’inserimento di un numero di telefono fittizio e di un codice OTP casuale, infatti, la procedura rimane bloccata sulla fase di verifica senza proseguire. Tale comportamento potrebbe indicare che l’avanzamento del flusso richieda un intervento lato criminale, che non viene effettuato quando i dati inseriti non risultano validi.
E’ plausibile che nelle fasi successive della frode vengano richiesti alla vittima anche i dati di carte di pagamento elettronico, credito, debito o prepagate.
Il trend in forte crescita delle frodi a danno di Klarna evidenzia come ogni servizio che renda plausibile la richiesta di dati di pagamento o che permetta di effettuarli è ha rischio phishing, in particolare quando il suo utilizzo si diffonde velocemente tra gli utenti.
Si raccomanda di prestare la massima attenzione a domini ed url visualizzati nel browser, verificandone la coincidenza con i domini legittimi del fornitore di servizi.










