Tag Archivio per: truffa

Negli ultimi giorni i Threat Intelligence Team di D3Lab hanno rilevato diverse campagne di phishing che sfruttano illecitamente il brand EasyPark, nota applicazione per il pagamento e la gestione della sosta tramite smartphone, disponibile in oltre 20 Paesi.

Le campagne non colpiscono l’infrastruttura del servizio, ma utilizzano il marchio EasyPark per truffare gli utenti, inducendoli a fornire dati di pagamento e informazioni personali sensibili.

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Negli ultimi mesi si sta diffondendo in Italia una campagna di phishing che sfrutta un meccanismo tanto semplice quanto efficace: la fiducia tra contatti WhatsApp. Il messaggio è apparentemente innocuo e chiede di votare per la figlia o la nipote di un amico impegnata in un concorso di danza. In realtà, l’obiettivo non è raccogliere voti, ma ottenere accesso completo all’account della vittima.

Il fenomeno è stato segnalato dalla Polizia di Stato e dal Commissariato di PS Online, con una diffusione nazionale documentata anche da diverse testate giornalistiche. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una campagna strutturata che sfrutta dinamiche di propagazione virale basate sulla rete di relazioni personali.

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Striscia la Notizia e Riccardo Trombetta ci hanno nuovamente dato la possibilità di fare awareness spiegando il funzionamento di una truffa denominata “man in the mail”.

il servizio di striscia la notizia

 

Cerchiamo in questo post di descriverne il funzionamento con maggior dettaglio.

 

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In questi giorni in cui il virus imperversa in Italia e nel mondo e le persone muoiono, nasce in tutti, forte, il desiderio di proteggere se stessi e i nostri cari dal virus. La mascherina FFP2/3, il dispositivo di protezione individuale (DPI), da portare sul viso per filtrare l’aria inalata attraverso bocca e naso proteggendoci dai virus è diventato ormai un presidio introvabile. Le mascherine chirurgiche, o quelle da ferramenta, buone nel migliore dei casi solo a filtrare l’aria espirata evitando che un contagiato asintomatico possa diffondere il virus sono introvabili anch’esse.

In questo panorama di paura strisciante i prezzi di questi dispositivi sono saliti alle stelle, le Forze di Polizie e l’Autorità Giudiziaria sono intervenute sequestrando mascherine non a norma ed indagando soggetti disposti a lucrare sulla disgrazia.

Come è facile immaginare Internet rimane il territorio di movimento preferibile per i truffatori perché attraverso la sua realtà trans-frontaliera rende complesse e lunghe le indagini. In tale contesto i truffatori bombardano gli utenti, ansiosi acquirenti di dispositivi di protezione, con improbabili vendite di presidi DPI e sui social vediamo comparire ovunque pubblicità ad essi inerenti.

Tuttavia, come più prolissamente proveremo a spiegare nel seguito, molti di questi annunci pubblicitari fanno capo a truffe.

Non comprate mascherine attraverso gli annunci sui social, o se proprio siete tentati leggete tutto l’articolo per capire come riconoscere un venditore affidabile da un probabile truffatore. Continua a leggere