This site uses cookies. By continuing to browse the site, you are agreeing to our use of cookies.
AcceptAccept Only EssentialsLearn morePotremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.
Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.
Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.
Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.
Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.
Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.
Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.
Google Fonts:
Impostazioni Google di Enfold:
Cerca impostazioni:
Vimeo and Youtube video embeds:

Phishing: statistiche primo semestre 2013
Non categorizzatoIl primo semestre 2013 si conclude confermando il phishing quale minaccia sempre attuale!
Nei primi sei mesi dell’anno D3Lab ha rilevato 1247 differenti url fraudolente di attacco. In più di un caso tali url sono state riutilizzate più volte consecutivamente, anche a distanza di diversi mesi.
Incredibilmente alcuni file fraudolenti, in particolare i file php inoculati in host remoti ed usati dai criminali per la gestione delle credenziali inserite nei file htm/html allegati alle mail di attacco, sopravvivono per settimane, addirittura mesi.
L’utente non visualizzando il file remoto non ne segnala l’esistenza ed una carente analisi dell’attacco non porta alla sua eliminazione.
Il confronto degli attacchi portati ai vari enti nei semestri 2012 e nel semestre appena conclusosi conferma Poste Italiane quale ente maggiormente attenzionato dai criminali, sempre interessati alla “conquista” dei dati degli account Poste Pay, mentre Carta Si, che lo scorso anno si era ritagliata il secondo posto nell’interesse delle organizzazioni criminali, può vantare una forte contrazione di attacchi in questi primi sei mesi.
Anche Banca Popolare dell’Emilia Romagna ed Unicredit hanno avuto un sostanzioso calo nei tentativi di frode ai loro clienti, al contrario di Lottomatica, la cui card si è rivelata ancora un obbiettivo di deciso interesse per le organizzazioni malavitose, nonostante il calo del secondo semestre 2012.
Il cyber crime ha confermato il proprio interesse per PayPal, probabilmente l’ente più colpito a livello mondiale (monitorato da D3Lab solo relativamente ai tentativi di frode in lingua italiana), così come per Intesa San Paolo, Eni/Agip, Vodafone e Wind.
Il semestre appena conclusosi ha mostrato un forte interesse dei criminali per le società non bancarie, eroganti servizi per i quali sono plausibili offerte attraverso le quali le organizzazioni criminali mirano ai codici di carta di credito degli utenti.
Delle nuove new entry meritevoli di citazione solo Deutsche Bank è ..appunto una banca, mentre per quanto riguarda Venere.com/Expedia, Eurobet e TIM i criminali mirano alle carte di credito, chiedendo direttamente le credenziali o tentando di conquistare l’accesso agli account da cui recuperare tali dati.
Analizzando le modalità di attacco, sia su base quadrimestrale
che semestrale
si assiste ad un incremento degli attacchi con link diretto a sfavore di quelli con redirect, in decisa flessione, e con form. Per questi ultimi è quasi scomparso l’uso di allegati mht, precedentemente rappresentanti una minoranza.
La forte riduzione di questi ultimi e in parte da imputarsi al crollo dei tentativi di frode a Carta Si, avendo rappresentato nell’anno passato la metodica maggiormente usata nei tentativi di frode agli utenti di tale card.
Dal punto di vista operativo si sono rilevati alcuni aspetti di particolare interesse:
1- l’aumento di dominio creati ad hoc, talvolta con l’acquisto dei certificati ssl al fine di rendere maggiormente ingannevole la frode;
2- l’utilizzo di svariate metodiche al fine di ovviare ai meccanismi di black listing attraverso complessi meccanismi con innumerevoli redirect gestiti da script,
con la creazione di path finali aventi nomi univoci,
o con l’uso di file htaccess che consentono di avere diversi path/url di attacco puntanti alla medesima struttura.
3- l’inserimento di phishing nidificati a cui l’utente approda in base al gestore della carta di credito da lui posseduta e di cui ha inserito incautamente i dati.
D3Lab coglie l’occasione per sfatare due luoghi comuni:
Il contrasto e l’azione investigativa sono possibili e D3Lab è sempre disponibile, sia verso le aziende, sia verso le forze dell’ordine e della magistratura.
Phishing Carrefour Italia
Non categorizzatoIn questo momento di crisi economica le famiglie sono sempre più attente alle offerte nel tentativo di risparmiare anche sulle spese di tutti i giorni. I criminali ne sono consci e, come si è rilevato in passato con le false offerte Tim, Vodafone, Wind e Agip, con molta fantasia e facilità propongono false offerte miranti a catturare i dati delle carte di credito degli utenti più ingenui.
Nella giornata di ieri, domenica 7 Giugno 2013, è stato rilevato un tentativo di frode ad opera dei medesimi autori delle recenti frodi Agip/Eni, facente uso di marchi e loghi Carrefour.
Il messaggio di posta elettronica fraudolento, partito da un server britannico, presenta le seguenti caratteristiche:
Mittente visualizzato: “Leggi come ottenere 500 Euro da Carrefour” <[email protected]>
Oggetto: Carrefour ti restituisce 500 euro di Buono Spesa
Testo del messaggio:
————————————————————————————————————————————————–
Con il DECRETO-LEGGE 8 aprile 2013, n. 35
in cui il Consiglio dei Ministri anticipa i pagamenti alle P.A. e aiuti per le famiglie,
Carrefour Spa ti consente di acquistare la carta Prepagata SpesAmica del valore di 500 Euro al prezzo di 100 Euro
(80% rimborsato dal Ministero dello Sviluppo Economico).
segui le indicazioni su :
Carrefour Italia Spa
_________________________________________________________________________
con sede legale in Milano, via Caldera 21, capitale sociale Euro 12.000.000,00 i.v., codice fiscale, partita IVA e numero di iscrizione del Registro Imprese di Milano 08652300156
————————————————————————————————————————————————–
Il link proposto porta i visitatori a visualizzare la pagina all’url hxxp://carrefour.cable-modem.org, spazio web di un dominio registrato
prosso No-IP.com. Il sorgente evidenzia come in realtà il codice delle pagine sia visualizzato attraverso un frame, il cui reale sorgente
è all’indirizzo evidenziato in rosso nell’immagine soprastante. Il dominio 1nove1.net risulta essere stato registrato il 4 Luglio scorso.
Cliccando sul pulsante “Registrati” al fine di accedere all’offerta, si visualizzano pagine la cui struttura abbiamo imparato a conoscere esaminando i tentativi di frode più recenti a danno della compagnie di telefonia mobile e di Agip/Eni, in cui vengono chiesti dati anagrafici e delle carte di credito
Le pagine web successive, aventi funzioni di verifica, contengono phishing “nidificati” con richieste di ulteriori dati relativi agli account od ai gestori delle carte i cui dati sono stati inseriti.
E’ interessante notare, come ben evidenziato nell’analisi pubblicata su Edgar’s Internet Toos, i molti fattori che accomunano questo attacco con quelli alle compagnie telefoniche e ad Agip/Eni: layout pagine, link relativi, css, domini, ecc… Addirittura il criminale non si è nemmeno preso la briga di ricreare i path interni delle directory, mantenendo, come evidenziato nell’immagine sottostante, quelli relativi ai siti clone usati per le frodi con loghi e marchi Agip/Eni.
La comunanza di fattori tra i diversi attacchi, così stretta da potersi definire quale modus operandi e firma, permette di correlare molteplici tentativi di frode ad un unico soggetto criminale, presumibilmente non costituito da un singolo individuo. A fronte di una organizzazione a delinquere tanto attiva e spudorata siamo certi le forze dell’ordine sapranno mettere in campo le idonee strutture e risorse. D3Lab rinnova la propria disponibilità a dare ausilio all’attività investigativa.
MAT (military Advisor Team) Training
Non categorizzatoIl cambiamento degli scenari politici in Afghanistan ha a tempo portato la coalizione ISAF a modificare il proprio impegno a favore delle popolazioni e del governo locale. All’iniziale supporto alla formazione della polizia afghana con i police advisor team si è affiancato il supporto alla formazione delle forze armate afghane con i MAT (Military Advisor Team).
D3Lab è stata chiamata a partecipare alla formazione del personale militare italiano inviato in Afghanistan presentando nuovamente, presso le aule del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito di Aosta, le lezioni relative al repertamento degli indizi digitali che possono essere rinvenuti in teatro di operazioni.
Onorati del compito assegnatoci!
Phishing Eurobet
Non categorizzatoEurobet è un sito di scommesse on-line, con dominio .it registrato dalla Eurobet UK Limited sin dal 2000.
L’utente del sito crea presso lo stesso un proprio conto/portafoglio sul quale caricare il credito per effettuare le scommesse e successivamente riscuoterlo. I criminali, che attraverso una mail in cui segnalano problemi di sicurezza relativi all’account mirano a
carpire le credenziali di accesso all’account, potrebbero abusare dell’account “conquistato” per svuotare il conto virtuale dal credito accumulato dal legittimo giocatore, o per scommettere con soldi di provenienza illecita, ricaricando il conto da carte di credito i cui dati sono stati carpiti con altri attacchi di phishing.
La falsa pagina web è finalizzata alla sola cattura di username e password dell’account. Una volta inseriti i dati e premuto il pulsante di invio si approda su una seconda pagina che conferma il corretto svolgimento dell’operazione di verifica. Ogni link presente in quest’ultima pagina conduce al vero sito di scommesse.
Cyber Defence Symposium 2013
Non categorizzatoD3Lab ha avuto il piacere di essere chiamata a partecipare all’edizione 2013 del Cyber Defence Symposium organizzato dalla Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate.
L’evento svoltosi nella splendida cornice di Sestri Levante nelle giornate del 16 e 17 Maggio ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, con interventi volti a proporre soluzioni commerciali ed interventi divulgativi/formativi di altissimo livello, con relatori di grande professionalità e competenza quali Giuseppe Dezzani, Paolo Dal Checco e Mattia Epifani per la digital forensics, la dottoressa Francesca Bosco, ricercatrice dell’UNICRI in ambito crime e cyber crime, il dott. Stefano Mele profondo conoscitore degli scenari e strategie internazionali legati alla cyber war, nonché rappresentanti delle forze armate, dagli ufficiali di collegamento presso i comandi internazionali NATO a Talin, dedicati proprio ad affrontare le problematiche cyber dei presenti e futuri conflitti, ai quadri responsabili degli assetti TLC, che consci delle problematiche nascenti stanno sviluppando in proprio soluzioni ed assetti con i quali affrontarle, come i reparti dell’Aeronautica Militare.
Non sono mancati gli interventi relativi a tematiche legali e normative, come quello del Dr. Giuseppe Corasaniti della Procura Generale presso la Corte di Cassazione.
D3Lab ha partecipato trattando con approccio pratico le tematiche della digital forensics sul campo di battaglia e della cyber war.
Il Cyber Defence Symposium organizzato dalla Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate è un evento importante, che è bene si continui a ripetere in futuro, rappresentando la presa di coscienza da parte della Difesa della problematica da tempo esistente legate alle minacce presenti in rete.
Phishing TIM
Non categorizzatoDopo Vodafone e Wind anche Telecom Italia Mobile finisce nel mirino dei phisher, interessanti non agli account TIM, ma alle carte di credito degli utenti del gestore di telefonia mobile.
Il messaggio di posta fraudolento presenta le seguenti caratteristiche:
Oggetto: Telecom Italia Mobile offre!
Mittente apparente: Telecom Italia
Corpo del messaggio:
Gentile cliente,
Telecom Italia Mobile offre il 100% di bonus sul ricaricare il vostro
telefono cellulare in linea.
Ricaricare ora!
© Telecom Italia 2013 – P.IVA 00488410010.
Il codice html con cui il messaggio è composto nasconde sotto le parole “Ricaricare ora!” il collegamento ipertestuale alla pagina web fraudolenta.
Sono arrivate molte copie del messaggio fraudolento evidenziano l’invio dello stesso da molti account diversi:
[email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected]
evidenziando in tutti i casi l’invio dal medesimo indirizzo ip francese 94.143.115.XXX
La pagina clone, in hosting su un server con indirizzo ip tedesco, richiede di scegliere il taglio della ricarica, il numero di telefonia
mobile ed i dati della carta di credito, che vengono validati in base ai circuiti di appartenenza, Visa o Mastercard. Inseriti i dati e premuto il pulsante di conferma si giunge sulla seconda pagina nella quale viene chiesto il secure code.
la vittima viene quindi riportata alla home page del sito TIM reale.
Interessante notare che sulla home page del server usato dai criminali è stata inserita una finta pagina di SourceForge
che è possibile confrontare con la sottostante pagina reale del progetto mpg123 su SourceForge.
Rapporto D3Lab 2012
Non categorizzatoIl 20 Febbraio scorso D3Lab ha festeggiato il primo anno di completa operatività!
Si è trattato di un anno intenso che ha visto l’azienda crescere, trovare nuovi consensi e clienti, migliorare i propri servizi. L’impegnativa attività è stata condensata nelle 17 pagine del Rapporto D3Lab 2012, un documento in cui si analizza quanto fatto e rilevato nel 2012 e nel primo bimestre 2013, con particolare riguardo e dettaglio al phishing.
Il documento, pensato per società ed aziende interessate ai servizi proposti da D3Lab e per il law enforcement nazionale, non è disponibile in download ma ne deve essere fatta richiesta via mail aziendale scrivendo a [email protected].
Indice contenuti
Pagina 6
pagina 8
pagina 10
Corsi D3Lab
Non categorizzatoPer l’anno in corso D3Lab ripropone i corsi di introduzione all’Analisi del Malware ed alla Computer Forensics.
La docenza dei corsi è affidata rispettivamente a Gianni Amato, noto professionista del settore sicurezza italiano, divulgatore e sviluppatore, già curatore del corso svolto nel giugno 2012, e ad Antonio Deidda, Sovrintendente della Polizia Postale, con pluriennale esperienza di analisi digitale nell’ambito di indagini su reati tradizionali e tecnologici.
Il primo corso è rivolto a sistemisti, amministratori di rete, consulenti ICT, personale operante in strutture altamente sensibili, a tutti coloro che possono trovarsi a dover intervenire in qualità di incident response team a seguito di un infezione per tutelare l’azienda evitando la diffusione dell’agente malevolo, determinando come l’infezione è avvenuta e quali dati siano stati carpiti. Gianni Amato, forte della sue esperienza a guida del incident response team di una primaria azienda nazionale, illustrerà non solo la teoria alla base dei malware, ma anche l’approccio pratico con sui affrontare l’infezione, spiegando i retroscena del panorama criminale nel quale il malware prende sempre più piede.
Il secondo corso è invece rivolto a tutti coloro che possono trovarsi nella condizione di dover eseguire accertamenti su sistemi informatici. Antonio Deidda illustrerà ad amministratori di sistema, consulenti ICT, consulenti forensi, personale del law enforcement le corrette metodiche di acquisizione dei supporti di memoria, la modalità di ricerca delle evidence e la loro interpretazione, finalizzata alle specifiche esigenze dell’investigatore. Forte della sua esperienza porterà esempi reali, spiegando le problematiche e modalità per interfacciarsi correttamente con le diverse parti coinvolte dall’attività di indagine.
I corsi si terranno ad Ivrea:
Phishing McDonald’s
Non categorizzatoIl phishing è molto una questione di fantasia.
La dimostrazione la si può trarre da questo tentativo di frode a danno dei clienti neo zelandesi della catena di fast food Mc Donald’s, individuato analizzando il phishing internazionale.
Il destinatario del messaggio di posta seguendo il link proposto nella mail giunge ad una pagina web, posizionata su server rumeno.
L’inganno si basa sulla “promessa” di un premio di 90$ quale ringraziamento per la partecipazione ad un sondaggio relativo all’apprezzamento ed alla soddisfazione per il servizio offerto da Mc Donald’s.
Dopo aver risposto alle domande ed aver premuto il pulsante “Proceed” si viene portati sulla seconda pagina dove sono richiesti dati personali (indirizzo, numeri di telefono, numero della patente) ed i dati della carta di credito.
Questo semplice caso evidenzia come un criminale fantasioso possa preparare la propria frode contro utenti/clienti dei più svariati enti e servizi, è solo necessaria la fantasia per giustificare agli occhi del destinatario la richiesta dei dati sensibili di interesse.
Non sottovalutate la minaccia del phishing e la fantasia dei criminali.
It could be …a perfect phishing
Non categorizzatoNella giornata di ieri sul sito Edgar’s Internet Tools è apparso un nuovo report relativo alla compromissione di siti web italiani attraverso l’inclusione di pagine html.
Indicazione dell’incidente era stata tratta dal ricercatore attraverso la consultazione di specifici data base pubblici. L’esecuzione di ulteriori rilievi relativi agli host ed ai domini coinvolti evidenziava anche il coinvolgimento nell’incidente del sito web di un istituto bancario.
I semplici rilievi esterni svolti, attraverso la raccolta delle informazioni pubbliche presenti on line, dal ricercatore e ripresi da D3Lab non consentivano di determinare attraverso quale via l’intrusione fosse avvenuta, se potesse essere dovuta ad una vulnerabilità presente nel sito dell’ente o in uno degli altri siti web in hosting sul medesimo server ed anch’essi coinvolti nell’incidente, né se l’aggressore potesse aver avuto accesso a dati sensibili e riservati.
A tali quesiti si potrà dare conferma solo con una attenta analisi forense estesa a tutti i domini coinvolti.
Quanto accaduto permette di prospettare, tuttavia, uno scenario abbastanza spiacevoli:
nell’ipotesi che l’attacco fosse stato mirato, l’aggressore avrebbe potuto inserire nello stesso una propria pagina contenente un finto box di login, del tutto simile alla pagina di login effettivamente presente all’interno del sito violato.
L’immagine soprastante mostra alcuni dettagli del box di login per l’accesso agli account di home banking.
Il file html presentante il box di login contiene un iframe il cui sorgente (il codice del form) è in realtà su un altro host relativo al dominio della società da cui il servizio di internet banking è gestito. I dati sono trasmessi in forma cifrata attraverso SSL.
Questa tendenza (non nuova) degli istituti bancari di presentare il box di login inserito in iframe non consente all’utente di rilevare facilmente, a colpo d’occhio, la presenza di un “collegamento sicuro”, caratteristica che viene spesso indicata dagli istituti bancari stessi e da chi fa informazione e divulgazione quale segno da ricercasi per sincerarsi di non essere in pagine fraudolente.
L’utente così abituatosi ad effettuare il login al proprio account di home banking da pagine web non indicanti chiaramente l’utilizzo di protocolli sicuri avrebbe potuto riconoscere un falso box di login inserito da un attaccante all’interno del sito della banca? O tranquillizzato dal fatto di trovarsi all’interno di un dominio a lui noto avrebbe inserito con tranquillità i propri dati?
Occorrerebbe fare ancora due valutazioni sull’opportunità di mettere il sito web di un istituto bancario in hosting condiviso e sull’eventuale utilità che vulnerability assessment o penetration test avrebbero potuto avere se svolti con regolarità, ma siamo certi che chi legge possa fare da se le proprie valutazioni.
Poteva essere un phishing perfetto … fortunatamente era solo un defacer ed i cyber criminali non sono solo dediti al phishing!
L’istituto bancario è stato notiziato di quanto rilevato.